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Biagio Conte a Lisbona: porto un messaggio di fratellanza al Portogallo

Biagio Conte Lisbona

Cammina per le vie di Lisbona, con i suoi sandali consunti,  il saio verde oliva, il bastone da viandante e il capo coperto per ripararsi dalle rigide temperature di questi giorni. Non è difficile notarlo, ma ciò che ti fa capire che si tratta davvero di Biagio Conte è il suo sguardo, di un inconfondibile azzurro acceso. Missionario laico di Palermo, ha dato vita alla Missione di Speranza e Carità, per cercare di rispondere alle drammatiche situazioni di povertà ed emarginazione della sua città. Negli ultimi anni è salito agli onori della cronaca in Italia grazie ad alcune clamorose azioni nonviolente, come quando nel gennaio 2018 dormì per strada a Palermo per dieci giorni in sciopero della fame, per denunciare l’indifferenza delle istituzioni verso i senzatetto. Il suo cammino è iniziato quasi trent’anni anni fa, e ha già quasi il sapore del Mito.

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Fratel Biagio a Campo Grande

L’angelo dei poveri

Nato nel 1963 da una famiglia benestante, Biagio cresce e si prepara ad ereditare l’avviata azienda edile del padre. Lontano dalla fede, coltiva la passione per l’arte e per le scienze. A 27 anni una crisi esistenziale gli fa avvertire il vuoto dietro il mero benessere materiale e lo porta a reagire in modo insolito e radicale,  perdendosi (letteralmente) nelle campagne dell’entroterra siciliano, in mezzo alla natura, lontano da tutti. I genitori lo cercano, facendo appello alla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”, ma lui rifugge le città dove potrebbero riconoscerlo. Grazie ad alcuni incontri e letture si avvicina alla figura di San Francesco e nel 1990 compie il suo primo viaggio a piedi fino ad Assisi. Durante il cammino incontra tante persone povere, emarginate, scartate dal mondo. E vi trova lo scopo della propria vita.

Missione "Speranza e Carità"

Il refettorio della Missione “Speranza e Carità” a Palermo

Tornato a Palermo, comincia a vivere sotto i portici della stazione centrale, dove condivide le notti con i senza dimora, ridestando l’attenzione della città e suscitando tanta solidarietà. Comprende che restare in stazione non basta. Decide di occupare il vecchio disinfettatoio comunale di via Archirafi, abbandonato da decenni, e lì fonda la Missione Speranza e carità. I senzatetto escono fuori dalla carcasse delle auto, abbandonano le panchine e i giacigli di cartone, perché hanno un luogo che li aspetta. Fratel Biagio li va a prendere ad uno ad uno di notte con il pulmino della missione, che nel giro di qualche anno apre anche una sezione femminile. Oggi ospita un totale di circa 800 persone e fornisce 2.400 pasti al giorno, contando sull’aiuto di oltre 400 volontari.

Papa Francesco Biagio Conte

Settembre 2018. Papa Francesco pranza con i poveri della Missione di fratel Biagio

Il pellegrinaggio in Europa

« È un momento difficile per l’Europa. Ho iniziato questo pellegrinaggio penitenziale quasi 3 anni fa. Ho camminato per 8000 chilometri, girando l’intera Penisola per quasi 2 anni. Poi il buon Dio mi ha richiamato a Palermo, lo scorso gennaio. Dopo Pasqua però ho preso la nave per Genova e da lì a piedi ho proseguito per Ventimiglia, sono entrato in Francia dove ho raggiunto Parigi e Lourdes. Ho attraversato i Pirenei per arrivare in Spagna. Sono dunque entrato in Portogallo, con l’obiettivo di raggiungere Fatima e Lisbona, in devozione alla Madonna e a Sant’Antonio. Dopo Lisbona andrò in Marocco, per intraprendere un dialogo con i fratelli musulmani ». A sentirlo parlare, con la sua voce emozionata e gli occhi luminosi, fratel Biagio sembra proprio un bambino che si affida al papà: cammina da mesi senza portare con sé denaro né cellulare, nemmeno un orologio.

Biagio Conte Lisbona

Fratel Biagio in Praça de Alvalade a Lisbona

Fa una certa impressione pensare che tutto ciò che ha e che gli serve sia contenuto in uno zaino, e ancora più impressione accorgersi che una parte di quel piccolo spazio sia dedicata al pane raffermo per i colombi, che meticolosamente ammorbidisce con dell’acqua perché altrimenti « è come la gomma », dice. Nel suo cammino, si ferma in tutte le chiese che incontra, ne bacia le porte e si ferma in preghiera. Quando si fa sera, bussa alla parrocchia del luogo e chiede un posto dove dormire e un pasto, l’unico della giornata: « Il mio è un cammino penitenziale », ribadisce. Non sempre le porte si aprono: fratel Biagio ha vissuto momenti molto duri in questo cammino, come a Santiago de Compostela, patria dei pellegrini, dove – ironia della sorte – ha dormito fuori, all’addiaccio, per ben 4 notti. « Qui in Portogallo è diverso! La gente è buona, il clima è più temperato, sembra di stare in Sicilia! Anche per via della lingua », dice fratel Biagio, che da “esperto” sull’argomento offre l’ennesima prova della famosa ospitalità portoghese.

Il messaggio alla città

Biagio Conte Lisbona

Il pellegrino rimarrà nella capitale portoghese per qualche giorno

Beninteso, le privazioni non lo spaventano. « Se il Signore mi chiede di più lo faccio volentieri e con tutto il cuore, a vantaggio degli ultimi. È questo infatti quello che tutti siamo chiamati a fare, soprattutto in un momento così difficile per la nostra società fortemente in crisi ». La tappa lisboeta di fratel Biagio, iniziata il 9 gennaio, durerà qualche giorno, con l’obiettivo di visitare i luoghi del suo amato Sant’Antonio e di incontrare il cardinale Manuel Clemente, patriarca di Lisbona, e il sindaco Fernando Medina per perorare la causa degli ultimi. Lo farà senza preavviso, rischiando di essere preso per folle e di essere rifiutato, in queste terre in cui la sua fama non lo precede, ma non sembra intimorito. L’unica cosa che lo preoccupa è che i poveri sono troppi, e non possono aspettare: « Bisogna aprire i cuori all’accoglienza, costruire ponti di gioia e di fratellanza, perché donare è nel nostro Dna, e se lo facciamo la nostra vita tornerà a essere bella ». Buon cammino, Biagio.

Jenny Campagnolo

Autore: Jenny Campagnolo

Sono una donna del sud. Nata in Sicilia nel 1979, mi sono laureata in Scienze della Comunicazione all’università La Sapienza di Roma e, dopo un anno a Maputo, sono arrivata a Lisbona nel 2006. Da allora, ho vissuto a Ragusa, con intervalli portoghesi, e da qualche mese sono tornata a Lisbona con un’allegra e rumorosa combriccola bilingue, composta da marito, tre figli e una cagnolina.

Biagio Conte a Lisbona: porto un messaggio di fratellanza al Portogallo ultima modifica: 2019-01-12T08:15:00+00:00 da Jenny Campagnolo

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