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Elezioni legislative 2019: il PS di Costa vince senza maggioranza assoluta

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A quattro anni esatti dalle precedenti elezioni (svoltesi il 4 ottobre 2015) si è tornati ieri a votare in Portogallo, dove circa 10,8 milioni di elettori erano chiamati alle urne per scegliere i loro rappresentanti al Parlamento e la formazione politica che governerà il Paese nei prossimi anni. Senza grandi sorprese, i socialisti hanno vinto senza maggioranza assoluta. Il vero protagonista di queste consultazioni è stato un’astensionismo record, che le stime ufficiali hanno fissato al 45,50%.

Costa
L’attuale Primo Ministro António Costa al termine del voto ha fatto appello alla partecipazione degli elettori. Foto: JOÃO PORFÍRIO/OBSERVADOR

Antefatto: la “geringonça”

Le precedenti legislative sono state fortemente influenzate dall’attuazione delle misure di austerità nell’ambito del programma di salvataggio imposto dalla Troika (FMI/BCE/UE). In elezioni con un altissimo tasso di astensione (circa il 44%), il governo di Centrodestra PSD-CDS, guidato da Passos Coelho, riuscì comunque in maniera sorprendente a vincere con circa il 38,5% dei voti. Una vittoria a metà, dato che perse comunque la maggioranza. Per rimanere al potere, il centrodestra avrebbe dovuto fare un accordo con i socialisti del PS, guidato dall’ex sindaco di Lisbona António Costa. Partito che aveva ottenuto solo il 32,3% dei voti. I socialisti non riuscirono, come intendevano, a capitalizzare l’insoddisfazione dell’elettorato. Molti voti infatti si spostarono sul Bloco de Esquerda, partito ben più a sinistra del PS.

Geringonca
I tre volti della “Geringonça”: Jerónimo de Sousa (PCP), António Costa (PS) e Catarina Martins (BE)

Il BE costituì la grande sorpresa di queste legislative, ottenendo il suo miglior risultato di sempre (oltre il 10%), e assurgendo a terza forza politica del Paese. Dopo le elezioni, iniziò dunque una lunga trattativa per la formazione di un nuovo governo, che si concluse solo a fine novembre, con una svolta clamorosa. Costa assunse la carica di Primo Ministro di un governo di minoranza PS con il sostegno del Bloco e dei comunisti del PCP. Una coalizione tra sinistra “moderata” e “estrema” che venne dispregiativamente dipinta dai media col nome di geringonça. Un termine portoghese intraducibile che sta per “Cosa indefinita”, “improvvisata” o “mal costruita”. A dispetto delle previsioni la “cosa” ha governato il Paese nei 4 anni successivi, riuscendo a tirarlo fuori dalla crisi e rilancinadolo internazionalmente. Questo, cercando di mediare il più possibile tra rigore finanziario, welfare e politiche sociali.

Il risultato delle elezioni

Vittoria Ps
Ana Catarina Mendes, segretario generale del PS, annuncia la vittoria del partito

Le mirabili doti da equilibrista della geringonça hanno inequivocabilmente premiato i tre partiti che la compongono in queste legislative 2019. Il PS di Costa ha ottenuto la vittoria con il 36,65%, senza raggiungere la maggioranza assoluta. Una significativa vittoria “morale”, visto come ha formato l’attuale governo; il BE si conferma terza forza politica con il 9,67% delle preferenze; il PCP quarta, con il 6,46%. Questo mentre il Centrodestra registra un sostanzioso calo. Il PSD di Rui Rio è ancora il secondo partito, ma si ferma al 27,90%, perdendo più di 10 punti percentuali rispetto al 2015; al CDS è andata molto peggio: appena il 4,25%, risultato che nella notte di ieri ha costretto Assunção Cristas ad abbandonare la leadership del partito.

Elezioni - Cristas
La leader del CDS Assunção Cristas ha riconosciuto la sconfitta ed ha annunciato di voler lasciare la leadership del partito

In questo scenario, le porte per una Gerigonça 2.0. sono spalancate. Anche se Costa forse avrebbe preferito allontanarsi dagli “alleati” di estrema sinistra: quando BE e PCP negoziano col governo, infatti, inevitabilmente “decentralizzano” il PS. Ma è proprio questa la forza di questa colazione: il compensarsi a vicenda su temi controversi evitando derive da una parte e dall’altra. Del resto, con un Centrodestra incapace di fornire un’alternativa convincente, i portoghesi sembrano non aver dubbi sulla necessità di garantire una “continuitàa questo singolare trio politico. Dopo aver portato il tasso di disoccupazione al 6,3% (agosto di quest’anno), il più basso degli ultimi 15 anni, la grande sfida che lo aspetta è forse quella di adeguare il salário mínimo nacional (attualmente di 600 €) al costo della vita, mantenendo il Paese attrattivo per gli investitori e affidabile per l’Europa.

Astensionismo record

Risultati
I risultati finali dei primi 6 partiti. In basso, i numeri dell’astensionismo. Fonte: rtp.pt

Va pur detto che il vero grande vincitore di queste elezioni è stato l’astensionismo, con un numero di voti nulli e “bianchi” che sommato a quello di chi non si è proprio recato alle urne supera persino i voti del povero CDS, configurandosi come una sorta di “quinta forza” dietro PS, PSD, BE e PCP. 45,50%: praticamente quasi la metà degli aventi diritto al voto. Difficile interpretare questo dato. Se da un lato possiamo giustificarlo con l’indecisione o col così detto “voto di protesta” (voti nulli e bianchi), dall’altro dobbiamo prendere atto di un disinteresse diffuso che d’altronde riflette una tendenza europea, se non mondiale. Alla geringonça, se si riconfermerà com’è probabile, l’onere di lavorare per altri quattro anni anche per questa enorme massa silenziosa. Quattro anni in cui il Portogallo dovrà sicuramente affrontare enormi sfide sociali e economiche, nell’ottica di mantenersi patriottico e competitivo. L’equilibrismo continua.

Marco Sabatino

Autore: Marco Sabatino

Palermitano, classe 1979. Nel 2004 ho conseguito il diploma in Pittura (con tesi in Storia dell’Arte) presso l’Accademia di Belle Arti della mia città. Da sempre lettore vorace e appassionato di scrittura creativa, sono arrivato in Portogallo il primo ottobre 2009, e quasi contemporaneamente ho cominciato a scrivere per il BLOG DI MUNDO, dove racconto con un pò di ironia (ma giusto un pizzico, eh) del Paese e della sua straordinaria capitale, Lisbona.
Elezioni legislative 2019: il PS di Costa vince senza maggioranza assoluta ultima modifica: 2019-10-07T05:07:59-05:00 da Marco Sabatino

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