CULTURA PERSONAGGI

Amália Rodrigues, la stella più luminosa del fado portoghese

Amália Rodrigues - Roma

Quando si pensa alla musica portoghese non si può non citare il Fado, vero e proprio simbolo del Paese, entrato nel 2011 nelle liste dell’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Tra i vari interpreti di questo genere, la voce femminile più rappresentativa e celebrata nel mondo è quella della Signora Amália Rodrigues. È tuttora considerata – a 20 anni dalla sua scomparsa – come l’unica e sola Regina del Fado.

Un’infanzia difficile

Amália Rodrigues è sicuramente una figura simbolica nella storia di Lisbona, dove è nata il 1° luglio 1920, anche se è stata registrata solo il 23 dello stesso mese. Le ristrettezze economiche della sua grande famiglia (ha, infatti, 2 fratelli e 4 sorelle) avevano spinto i genitori (Lucinda, casalinga, e Albertino, un calzolaio con la passione della musica), originari di Fundão, a trasferirsi nella capitale. Tuttavia il padre, non trovando lavoro, decise di tornare con la famiglia nella sua terra natale lasciando Amália con i nonni.

Amália Rodrigues - Cais Da Rocha

La zona portuale di Cais da Rocha all’inizio degli anni ’30. Qui all’età di 15 anni Amália comincia vendere frutta. Foto: restosdecoleccao.blogspot.com

Costretta ad abbandonare la scuola a 12 anni per andare a lavorare, appena adolescente la cantante comincia a vendere frutta sul molo di Cais da Rocha nel quartiere di Alcântara. Ed è qui che viene notata per il suo particolarissimo timbro di voce, che sembra incarnare la stessa essenza della città. Invitata a partecipare al Concurso da Primavera, un evento di scoperta di talenti in cui si disputava il titolo di Regina del Fado, Amália rinuncia a iscriversi poiché tutte le altre concorrenti si rifiutano di competere con lei. Tuttavia, un impresario la raccomanda nella più famosa Casa de Fados dell’epoca, il Retiro da Severa nel quartiere di Mouraria.

Amália Rodrigues - Retiro Da Severa

Il salone principale del Retiro Da Severa nel 1938. Foto: restosdecoleccao.blogspot.com

Qui comincia a esibirsi nel 1939, dando inizio alla sua strepitosa carriera. In questo periodo conosce il suo futuro marito Francisco, un chitarrista amatoriale, che sposa nel 1940 e dal quale divorzia nel 1943. La sua vita amorosa troverà maggiore stabilità in seguito, grazie alla conoscenza dell’imprenditore brasiliano Cèsar Séabra, con cui convolerà a nozze nel 1961 dopo 15 anni di convivenza.

Il successo

Nel 1940 esordisce nel teatro di rivista. Nel 1944 ottiene un importante ruolo, accanto alla fadista Hermínia Silva, nell’operetta Rosa Cantadeira. A settembre di quell’anno, con appena 24 anni, Amália ha già uno spettacolo progettato esclusivamente per lei. Arriva a Rio de Janeiro per esibirsi al Casinò Copacabana dove, a fronte di un contratto iniziale di 4 settimane, rimane ad esibirsi per ben 4 mesi.

Amália Rodrigues - 1969

Amália durante un concerto in teatro nel 1969

Nel 1945 incide il suo primo disco, As penas, mentre nel 1947 debutta al cinema con il film Capas Negras, il più visto di sempre in Portogallo, con 22 settimane nelle sale. Un secondo film dello stesso anno, Fado, História de uma Cantadeira, contribuisce ad accrescere ulteriormente la sua fama. Gli anni ’50 e ’60 la incoronano definitivamente come ambasciatrice del Portogallo nel mondo, con spettacoli nei più prestigiosi teatri europei e americani. Ad Amália si deve l’internazionalizzazione del Fado, con l’entrata di diritto del genere (prima di allora considerato dispregiativamente popolare) nei “nobili” reparti della Folk prima e della World poi.

La passione per l’Italia

Meno noto è lo speciale legame che la cantante ha mantenuto con l’Italia. Amália si è esibita in diversi tour nel nostro Paese sin dai primi anni ’50, sempre con un enorme successo. Innamorata della nostra musica popolare, negli anni ’70 ha inciso diverse interpretazioni. Ha cantato in dialetto,  grandi classici come Vitti na’ crozza, Ciuri Ciuri, La tarantella e O mia bela madunina. Nei primi anni ’90 ha anche realizzato due meravigliosi duetti con la leggenda della musica partenopea Roberto Murolo, Dicintincello vuje e Anema e core, pubblicati nel 1995.

Amália Rodrigues - Roberto Murolo

Amália Rodrigues e Roberto Murolo in concerto a Napoli nei primi anni ’90

La storia d’amore della fadista con la musica popolare italiana è stata recentemente immortalata nel triplo CD “Amália em Itália (2017), che riunisce in un elegante cofanetto l’album “A una terra che amo” (1973) – contenente esclusivamente canzoni appartenenti al folklore regionale italiano – e due cd dal vivo, registrati durante i concerti tenuti a Roma, Milano, Catania e Palermo tra il 1973 e il 1976.

Amália Rodrigues - Amália em Itália

Copertina del triplo CD “Amália em Itália”, uscito nel 2017

La morte

Amália muore improvvisamente nella sua casa di Lisbona il 6 ottobre 1999, all’età di 79 anni. Immediatamente, l’allora primo ministro António Guterres decreta il lutto nazionale per 3 giorni. Al suo funerale, centinaia di migliaia di persone scendono in strada per porgerle l’ultimo saluto. Inizialmente sepolta nel cimitero di Prazeres, viene traslata 2 anni dopo nel Pantheon Nazionale (ex Chiesa di Santa Engrácia), accanto a personalità considerate massime esponenti della Nazione. Il trasferimento avvenne dopo la pressione dei suoi ammiratori e una modifica della legge che richiedeva un minimo di 4 anni prima del trasferimento. Durante la sua carriera pubblicò 170 album vendendo più di 30 milioni di copie in tutto il mondo, un numero 3 volte maggiore all’intera popolazione del Portogallo.

Luigi Bove

Autore: Luigi Bove

Amante della scrittura, dell’arte, del calcio e della vita. Filosofo mancato, sportivo mancato, studioso..mai stato. Mi piace scoprire i vari aspetti del mondo, restando sempre legato alla mia città, Caserta.

Amália Rodrigues, la stella più luminosa del fado portoghese ultima modifica: 2019-04-12T07:49:10-04:00 da Luigi Bove

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