CURIOSITA' STORIA

Festival Vilar de Mouros, il “Woodstock portoghese”

O Seculo Ilustrado

Il 15 agosto 1969, nella cittadina di Bethel (NY), iniziava il mitico Festival di Woodstock, il “più grande evento hippie mai realizzato”: 3 days of Peace and love passati alla storia. Meno noto probabilmente è che appena 2 anni dopo in Portogallo, in un minuscolo villaggio rurale a un’ora circa da Porto, ebbe luogo il Festival de Vilar de Mouros; << 2 dias de paz, amor e liberdade >> impensabili per quei tempi. Non solo perché in Portogallo, così come negli USA, i capelloni non godevano di molte simpatie. Ma soprattutto perché nel Paese, a differenza che negli USA, vigeva una dittatura quasi quarantennale. Com’è stato possibile organizzare l’evento? E come hanno fatto i circa 30.000 partecipanti a goderselo tranquillamente senza essere sgomberati dalla famigerata polizia politica del regime?

Vilar De Mouros
Il villaggio di Vilar de Mouros tutt’oggi conta appena poco più di 700 abitanti

Il festival temerario

Il festival è stato il primo del suo genere ad essere organizzato nel Paese (oggi, come abbiamo visto, c’è solo l’imbarazzo della scelta). Un evento che aveva tutti i connotati di una festa anarchica era obiettivamente un rischo enorme nel Portogallo dell’Estado Novo. Un problema che il suo finanziatore, il medico e “filantropo locale” António Barge, noto appassionato di musica, non si è posto. Anche se la sua audacia gli costerà successivamente la scomunica da parte della Chiesa. Come non se lo sono posti i migliaia di giovani portoghesi e stranieri che hanno risposto all’appello, invadendo il villaggio di Vilar de Mouros (all’epoca 600 abitanti), desiderosi di trascorrere due giorni all’insegna della buona musica. Ma soprattutto di esprimere una nuova visione della società, lontana anni luce dalla repressione che il Portogallo perpetrava ai danni di una gioventù sempre più consapevole.

Cartaz
Il cartellone originale del Festival, con gli artisti in programma

Questi due giorni di “música moderna para a juventude” (7 e 8 agosto 1971), facevano in realtà parte di un programma più vasto dispiegatosi nel corso di tre fine-settimana, e che opportunamente comprendeva artisti nazionali di musica popolare e Fado (tra cui la “regina” Amália Rodrigues). Le due notti storiche videro tra gli altri l’esibizione della band britannica di rhythm and blues Manfred Mann e della “special guest” Elton John. Il gruppo inizialmente pensato per il ruolo furono i Beatles, che intanto si erano appena separati, e in alternativa Rolling Stones o Pink Floyd; a causa della mancanza di date disponibili, lo statuto di prima stella ricadde sull’eccentrico artista londinese, che all’epoca aveva già pubblicato tre album.

Elton john
Elton John durante il concerto al festival. Particolare dalla copertina della rivista “O século ilustrado” del 14/8/1971

Poteva questo aggradare i rigidi censori dell’Estado Novo? Certamente no. Tanto che tra gli avventori del Festival, travestiti da hippies, c’erano infiltrati anche diversi agenti della PIDE, la temuta polizia politica del Regime.

L’Estado Novo si “gode” la festa

Come abbiamo visto nella nostra Storia della Rivoluzione dei Garofani, nel 1968, dopo gli anni del leader storico Salazar, l’onere della guida dell’Estado Novo passa a Marcelo Caetano. Il nuovo Primo Ministro decide di modernizzare un po’ il Paese, attraverso una serie di “miglioramenti legislativi” che oggi vengono raggruppati sotto l’egidia di Primavera Marcelista. Tra questi, c’è quello di un allentamento della maglia della Censura.

Giovani al Festival
La “promiscuità” al festival

Il che si traduce anche in un “lasciapassare” per lo svolgimento del Festival, nell’ottica di non provocare scandali internazionali. L’evento, come detto, viene ugualmente controllato da agenti in borghese della PIDE. I quali forniranno al governo un fazioso resoconto dei due giorni, in una relazione scritta recentemente desecretata. Dove tra critiche all’organizzazione (<< Il recinto del festival era appena una griglia metallica >>) e persino a Elton John per i suoi << modi superbi e le sue esigenze >> (pare abbia richiesto automobili e appartamenti di lusso per tutto il suo staff), risalta soprattutto l’avversione nei confronti dei giovani partecipanti, definiti una << multitudine di affamati senza risorse >>.

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La “promiscuità” al festival. Da “O século ilustrado” del 14/8/1971

Viene sottolineato che molta gente dorme << all’addiaccio, raccolta in coperte e nella maggiore promiscuità >>; che sempre all’aperto si consumano << relazioni sessuali proprio sotto la zona più illuminata >>; e addirittura, che alcuni sono stati visti << a mangiare con le mani e a pulire le dita nei capelli >>. Le << porcherie di tutti i tipi >> abbondano nella relazione della PIDE, che più che una cronaca dell’evento sembra una denuncia della buoncostume.

Vilar de mouros
Una coppia si bacia sul prato durante il festival. Da “O século ilustrado” del 14/8/1971

Il festival si svolse comunque senza incidenti. La “moltitudine affamata”, soprattutto di libertà, resta il dato più ineluttabile di quei giorni storici, in cui migliaia di giovani portoghesi sperimentarono forse per la prima volta l’autodeterminazione, in un clima di pace. Il 25 aprile 1974 era più che mai prossimo.

Il festival oggi

Dopo la prima storica edizione del 1971, la seconda avvenne solo nel 1982, con la prima esibizione in assoluto degli U2 in suolo portoghese. Dopo varie vicissitudini, oggi il festival di Vilar de Mouros prosegue la sua storia con il patrocinio dell’EDP, la compagnia elettrica portoghese. Nel 2020, l’evento si realizzerà l’ultimo fine-settimana di agosto, nei giorni 27, 28 e 29. Maggiori informazioni nel sito ufficiale.

Marco Sabatino

Autore: Marco Sabatino

Palermitano, classe 1979. Nel 2004 ho conseguito il diploma in Pittura (con tesi in Storia dell’Arte) presso l’Accademia di Belle Arti della mia città. Da sempre lettore vorace e appassionato di scrittura creativa, sono arrivato in Portogallo il primo ottobre 2009, e quasi contemporaneamente ho cominciato a scrivere per il BLOG DI MUNDO, dove racconto con un pò di ironia (ma giusto un pizzico, eh) del Paese e della sua straordinaria capitale, Lisbona.
Festival Vilar de Mouros, il “Woodstock portoghese” ultima modifica: 2019-10-25T05:00:12-04:00 da Marco Sabatino

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