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Amadora: la città che non esisteva

Opera di Pantónio per l'edizione di "Conversas na Rua"

Amadora, sulla linea ferroviaria che collega Lisbona a Sintra, è una località snobbata dai più, a causa del suo aspetto anonimo, da città dormitorio. In realtà, è in grado di celare alcune sorprese inattese, soprattutto per chi ama l’arte urbana.

Una città giovane

Fino agli anni ’50, l’area occupata dall’attuale Amadora era essenzialmente rurale, con alcuni insediamenti risalenti alla Preistoria. In seguito, grazie alla sua posizione, alle porte di Lisbona, la sua popolazione crebbe in modo esponenziale, accogliendo anche molti immigrati e persone emarginate. Nel 1979, pochi anni dopo la Rivoluzione dei Garofani che pose fine alla Dittatura, Amadora venne insignita del titolo di “città”.

Quadri in bianco e nero realizzati da Alfredo Cunha appesi ad una parete bianca. I soggetti sono su una sedia a rotella e indossano le mascherine
Alcuni scatti della mostra fotografia di Alfredo Cunha su Amadora ieri e oggi –
Fonte: Lorenzo Salinari

Amadora vista attraverso gli scatti di Alfredo Cunha

Circa 40 anni dopo, il comune di Amadora ha deciso di commemorare questo avvenimento organizzando un’interessante mostra fotografica presso la Galleria Municipale Artur Bual. L’evento, in programma nell’autunno del 2020, è dedicato alle immagini in bianco e nero scattate in città dal fotografo Alfredo Cunha. Al pianterreno si ha la possibilità di rivivere, attraverso i suoi scatti, alcuni istanti della pandemia di Covid-19 vissuti dalla popolazione locale.

La mostra prosegue mettendo a confronto la vita locale negli anni ’70, durante la transizione tra la dittatura e il ritorno alla democrazia, con quella dei nostri giorni.

Alcune fotografie sono veramente emozionanti e sono il ritratto delle trasformazioni sociali e politiche vissute da un intero Paese negli ultimi decenni. La visita alla mostra può essere un pretesto per scoprire alcune interessanti attrazioni locali, come i piacevoli parchi cittadini e la Casa Museo Roque Gameiro.

Alla scoperta delle opere di Alfredo Roque Gameiro

La dimora, appartenuta all’acquarellista lisboeta Alfredo Roque Gameiro, è un’occasione per scoprire le opere di questo artista vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento, e per apprezzare alcune decorazioni dal celebre ceramista Rafael Bordallo Pinheiro.

Le fronde di un albero con accanto un murales che rappresenta Ofelia, personaggio di Shakeaspeare, in una versione contemporanea
“Ofélia” di Tamara Alves, in Rua Pio XII ad Amadora – Fonte: Lorenzo Salinari

Amadora capitale della street art

Amadora è inoltre una meta imperdibile per chi ama la street art. Grazie al progetto “Conversas na Rua“, organizzato annualmente dal Comune, la città si è arricchita di diversi murales, alcuni dei quali di notevole impatto. L’ultima edizione si è tenuta a settembre 2020, con una decina di nuovi interventi realizzati da parte di alcuni artisti portoghesi.

In rete è possibile trovare alcune mappe con i murales sparsi per la città e nei dintorni. Da non perdere, quelli situati nei pressi della stazione della metro Amadora Este, e alcune opere presenti in centro città, come la delicata “Ofélia“, dell’artista Tamara Alves.

La città che fino a qualche decennio fa “non esisteva”, ora è più viva che mai, grazie alle sue iniziative culturali e artistiche. Oltre all’evento “Conversas na Rua“, non si può dimenticare il Festival Internazionale dei Fumetti (purtroppo, a causa della pandemia, l’edizione 2020 non sarà organizzata nelle modalità abituali). Da ricordare, inoltre, la presenza di una prestigiosa Scuola Superiore di Teatro e Cinema. Per chi è alla ricerca di attrazioni originali ed alternative, Amadora sicuramente rappresenterà una piacevole sorpresa.

Il fabbricato che ospita la Galleria Artur Bual e un aiuola con tanto verde
Galeria Artur Bual, Amadora – Fonte: Lorenzo Salinari

Informazioni sulla mostra fotografica di Alfredo Cunha

A cidade que não existia

Galeria Municipal Artur Bual
R. Luís de Camões, 2 | Venteira | Amadora
11 settembre – 15 novembre 2020
Orario:
da martedì a sabato, 10h00-13h00, 14h00-18h00 | domenica e festivi, 14h00- 18h00

Amadora: la città che non esisteva ultima modifica: 2020-09-24T09:06:49+01:00 da Lorenzo Salinari
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