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Cristiano Ronaldo, dall’Isola di Madera a Torino

Difficile dire qualcosa che non sia già stato detto su Cristiano Ronaldo. Vincitore di 5 palloni d’oro e detentore di alcuni dei record più lusinghieri della storia del calcio, il  fuoriclasse portoghese è spesso indicato come il migliore del mondo. Oggi, dopo quasi un decennio trascorso al Real Madrid, gioca per la Juventus che lo ha comprato per 100 milioni di euro, la cifra più alta mai pagata per un giocatore da un club italiano. I tifosi bianconeri hanno accolto la notizia con gioia, ma pochi forse conoscono le umili origini di CR7, partito da Funchal nell’Isola di Madera per entrare nella Storia.

Le ali ai piedi

Tessera del CF Andorinha di Cristiano Ronaldo

Cristiano nasce il 5 febbraio 1985 a Funchal, capoluogo dello splendido Arcipelago di Madera, separato da quasi 1000 km di oceano dalla costa portoghese. È il quarto figlio (non previsto) di una cuoca della scuola elementare e di un giardiniere del Comune, che arrotonda il suo magro stipendio lavorando come guardarobista per il Clube de Futebol Andorinha, la piccola squadra della cittadina. Non a caso uno dei pochi giocattoli che riceve da bambino è un pallone: quella sfera ben presto diviene la sua grande passione. Quando esce da scuola, corre nella sua casa di legno e mattoni non verniciati, con le pareti ricoperte di lastre di metallo per impedire all’umidità di entrare, prende la sua palla e torna in strada a giocare.

Ronaldo nella Giovanile del Nacional da Madeira

Dati i suoi scarsi risultati scolastici, i genitori decidono di incoraggiare le velleità calcistiche di Cristiano che nel 1993, all’età di 8 anni, entra nell’Andorinha grazie alla “raccomandazione” del padre. Nel 1995 passa alla Giovanile del Nacional da Madeira, dove a suscitare l’attenzione degli allenatori più che la sua performance è il suo aspetto cagionevole e trasandato. Preoccupati che non si nutra bene, alla fine dell’allenamento e prima di rispedirlo a casa, molto spesso gli danno panini e piatti da zuppa.

La grande occasione

Ronaldo arriva allo Sporting con 12 anni

Nel periodo al Nacional, comunque, viene notato dallo Sporting, una delle 3 grandi squadre del calcio portoghese. È il 1997 e Cristiano ha 12 anni. L’occasione di una vita è finalmente arrivata, il “Continente” lo aspetta. Ma è una vergogna mandarlo a Lisbona con la roba vecchia e rammendata che usa indossare così, alla vigilia del viaggio, la madre e le due sorelle lo accompagnano a comprare dei vestiti: pantaloni camicia e scarpe nuove. L’arrivo nell’Accademia dello Sporting cambia completamente la vita di Cristiano, che passa a vivere in un dormitorio comune dentro lo stadio di Alvalade, di proprietà del club. Gli alloggi sono molto semplici, dispongono appena di una scrivania un armadio e uno scaffale per bambino. Lo scaffale di Cristiano è vuoto: l’unica cosa che ha è una fotografia della madre e dei fratelli.

Nel 2001 Ronaldo esordisce nella Serie A portoghese

I primi mesi sono molto difficili: tutti i giorni telefona alla famiglia piangendo e chiedendo di poter tornare a casa, pieno di nostalgia. Ma la madre non cede. Dolores, questo il suo nome, gli risponde sempre che l’unica alternativa che ha nella vita è quella di scommettere tutto nel calcio e Cristiano, nonostante la giovane età, comprende. E le giura che diventerà il migliore, buttandosi a capofitto negli allenamenti. Non riceve ancora uno stipendio, e consuma i suoi pasti sempre nel piccolo ristorante convenzionato col Club. Da casa riceve appena 30 euro al mese, il sufficiente per i piccoli bisogni quotidiani. Al fine-settimana guadagna 10 euro raccogliendo i palloni durante le partite dei “senior”: abbastanza per uscire a mangiare un hamburger con i compagni.

Al Manchester

Nel 2003 l’esordio con la maglia rossa del Manchester

Con lo Sporting gioca nelle categorie under 16, under 17 e under 18. Nel 2001 esordisce nella Primeira Liga, la Serie A portoghese: guadagna circa 1500 euro al mese. Contemporaneamente, integra l’organico under 17 della Nazionale. Le 40 partite giocate e gli 11 gol effettuati nelle 2 squadre sono sufficienti ad attirare l’attenzione del prestigioso club inglese Manchester United, che per averlo sborsa 15 milioni di euro. Il suo compenso adesso è di 2 milioni all’anno. Gli anni della povertà sono definitivamente finiti, cominciano quelli della fama e della gloria: nei 292 match disputati con i Red Devils dal 2003 al 2009 il giocatore segna 118 reti, vincendo per 3 anni consecutivi la Premier League, nel 2007-2008 la Champions League, e portando a casa la prima Scarpa d’oro.

Ad oggi Ronaldo ha vinto 4 Scarpe d’oro. Nella classifica generale, è secondo solo a Lionel Messi (5)

È durante il suo periodo “inglese” che Cristiano scopre che il padre è alcolizzato e che il fratello fa uso di droghe pesanti. Paga la disintossicazione del fratello, ma non riesce ad aiutare il padre, che muore di cirrosi epatica nel settembre del 2005. Nel triste destino del padre forse Ronaldo vede una versione distorta del suo futuro, di quello che sarebbe potuto essere se non avesse dato ascolto alle dure parole della madre.

La consacrazione

Maggio 2016: Ronaldo vince la Champions League anche col Real

Nel 2009 passa al Real Madrid, che lo compra dal Manchester per ben 93 milioni di euro; nella squadra spagnola arriva a guadagnare 87,5 milioni di euro tra stipendio, premi di performance e publicità. Solo nel 2011 segna 53 gol, un numero mai raggiunto prima dal club in una stagione. In tutto 450 reti in 438 incontri, una media di 1,02 gol a partita. Il 3 aprile 2018 a Torino, nella partita di andata dei quarti della Champions contro la Juventus, segna 2 gol e assiste il terzo del brasiliano Marcelo, chiudendo l’incontro con 3 a 0. Appena 3 mesi dopo, per mezzo di un comunicato ufficiale, la Vecchia Signora annuncia che ha comprato per 100 milioni di euro l’uomo che l’ha castigata. Il compenso offerto al giocatore è di 30 milioni di euro a stagione.

2018: CR7 alla Juve Foto: Fox Sports

Da allora ha giocato 18 partite, segnando già 11 reti. Da 15 anni ormai è il Capitano della Nazionale portoghese, essendo il giocatore che ha registrato più presenze (154) e più gol (85) nella Seleção. A 33 anni, Ronaldo è una leggenda vivente.

Roni

La statua di Cristiano Ronaldo nella “sua” Funchal, opera dello scultore Ricardo Velosa

L’ossessione di Ronaldo per l’aspetto e per il successo non è stata sempre ben compresa dall’opinione pubblica: i video che periodicamente condivide nei social network, dove mostra orgoglioso le sue case, le sue macchine, le sue palestre e il suo fisico statuario, sono spesso criticati con acida ironia. Ma i sacrifici vissuti durante l’infanzia li giustificano in gran parte. Il povero, emaciato Roni – com’era chiamato dai suoi amici a Funchal – ha salvato da solo la sua vita, aggrappandosi a un pallone. « Non sono più quel ragazzino con i denti storti, brufoli e spaghetti sui capelli », ha dichiarato recentemente. Ciò nonostante, le parole di sua madre Dolores continuano a bruciargli nel petto. Roni non si ferma. Roni ha promesso.

Marco Sabatino

Autore: Marco Sabatino

Palermitano, classe 1979. Nel 2004 ho conseguito il diploma in Pittura (con tesi in Storia dell’Arte) presso l’Accademia di Belle Arti della mia città. Da sempre lettore vorace e appassionato di scrittura creativa, sono arrivato in Portogallo il primo ottobre 2009, e quasi contemporaneamente ho cominciato a scrivere per il BLOG DI MUNDO, dove racconto con un pò di ironia (ma giusto un pizzico, eh) del Paese e della sua straordinaria capitale, Lisbona.

Cristiano Ronaldo, dall’Isola di Madera a Torino ultima modifica: 2018-12-06T07:31:36+00:00 da Marco Sabatino

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