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Eusébio, la Pantera Nera del calcio portoghese

Eusébio Wembley 1963

Eusébio durante una fase di gioco nella finale di Wembley del 1963

Pochi giorni fa, per la precisione sabato 5 gennaio, è stato il quinto anniversario della morte di uno dei calciatori portoghesi più forti di sempre. Parliamo di Eusébio da Silva Ferreira, comunemente conosciuto come Eusébio, il primo fuoriclasse di origine africana. Veloce, potente, dotato di grande tecnica e di un tiro micidiale, negli anni ’60 ha fatto le fortune del Benfica e della seleção, la Nazionale di calcio portoghese, diventando uno dei simboli del Paese, e passando alla storia come uno dei migliori calciatori del ventesimo secolo.

Eusebio

I primi anni da calciatore

Le umili origini di Eusébio accomunano la sua storia a quella di tanti giovani che, pur seguendo un sogno, non hanno grandi possibilità di coltivarlo. Nato il 25 gennaio 1942 a Lourenço Marques, l’odierna Maputo, il ragazzo comincia a dare calci a un pallone (o a qualcosa che lo ricorda) a piedi nudi nelle campagne mozambicane, in un Paese che allora era ancora una colonia portoghese.

Eusebio Sporting Lourenço Marque

1959/60, lo Sporting Lourenço Marques. Nella fila in basso, quinto da sinistra, Eusébio

Dopo aver sostenuto dei provini con una squadra locale affiliata al Benfica, che lo scarta, entra nelle giovanili dello Sporting Lourenço Marques, affiliata all’eterna rivale dello Sporting Lisbona, dove trova l’ex portiere della nazionale italiana Ugo Amoretti come allenatore. Il giovane ci mette pochissimo ad imporsi e, una volta conquistato il posto di titolare, segna 77 gol in sole 42 presenze. A notarlo è Bauer, ex centrocampista brasiliano che era stato allenato al San Paolo da Béla Guttman, all’epoca mister del Benfica. Quest’ultimo non esita a tesserarlo, dando vita ad uno dei trasferimenti più controversi del periodo. Lo Sporting infatti avrebbe potuto portare Eusébio in Portogallo con un accordo giovanile e senza retribuzione. Il Benfica, tuttavia, resosi conto probabilmente della precedente svista, versa 350.000 escudos alla squadra mozambicana e trasferisce Eusébio letteralmente di nascosto a Lisbona.

I successi al Benfica

Eusèbio Denis Law Pallone d'Oro

1965: Eusèbio vince il Pallone d’Oro. Alla sua destra lo scozzese Denis Law, vincitore del trofeo l’anno precedente.

Eusébio esordisce con la maglia del Benfica il 23 maggio del 1961 in un amichevole contro l’Atlético Clube de Portugal e sigla immediatamente una tripletta. Il suo inserimento è graduale ma il talento è enorme e il ragazzo non fatica a farsi notare. Pochi mesi dopo il suo arrivo, infatti, finisce sulle prime pagine dei giornali grazie ad altre tre reti segnate al Santos di Pelè in una competizione amichevole. Al termine della stagione arriva anche la prima candidatura al Pallone d’Oro, dove riceve un solo voto. Nella stagione seguente Eusébio è già il leader del Benfica. Nonostante arrivi solo terza in campionato, grazie alle sue reti la squadra vince la seconda Coppa dei Campioni consecutiva e la Pantera negra, come comincia ad essere soprannominato dai giornali, stavolta arriva secondo al Pallone d’oro, preceduto solo dal cecoslovacco Josef Masopust.

Eusèbio Scarpa d'Oro

1967/68 Eusèbio con la Scarpa d’Oro

L’ascesa del mozambicano è vertiginosa: conquista un posto in Nazionale (dove realizzerà 41 reti in 65 presenze totali) e continua a fare incetta di trofei nazionali col Benfica. Altri 2 piazzamenti (quarto e poi quinto) nella top 10 del Pallone d’Oro precedono la vittoria del prestigioso trofeo personale, assegnatogli nel dicembre 1965 con 67 voti. Il Mondiale in Inghilterra del 1966 è una ulteriore conferma per Eusébio. Con il suo Portogallo arriva fino alle semifinali, dove viene eliminato dai padroni di casa, ma si laurea capocannoniere del torneo con 9 reti. Sono stagioni straordinarie, in cui il giocatore ha sempre una media superiore a una rete a partita. Nel 1967-68 ne sigla addirittura 43 in 24 match, vincendo la sua prima Scarpa d’Oro. Una vera e propria macchina da goal!

Il ritiro

Eusèbio

Eusèbio nel 2014, pochi mesi prima della sua morte

Eusébio rimane al Benfica fino alla stagione 1974-75 segnando sempre a raffica in Portogallo e in Europa, dove però non alza più nessun trofeo. La maledizione di Béla Guttman, infatti, è scattata già da più di 10 anni. Alla fine della carriera il suo palmares si presenta comunque ricchissimo: con il Benfica è riuscito a vincere 11 campionati in 15 anni, 5 coppe del Portogallo e una Coppa dei Campioni; a livello personale si è laureato per ben 7 volte capocannoniere in campionato, 3 volte in Europa e nell’unica Coppa del Mondo disputata. Ha inoltre vinto 2 volte la Scarpa d’Oro e, come detto, il Pallone d’Oro nel 1965. Se questi dati sembrano incredibili, lo sono ancor di più quelli relativi alle realizzazioni: 638 reti in 614 incontri ufficiali.

Pele Eusebio

Due leggende del calcio mondiale: Pelè e Eusèbio

Dopo il suo addio al Benfica, Eusébio segue l’esempio di Pelé trasferendosi in America, ai Boston Minutemen. In seguito gioca in Messico col Monterrey e in Canada per i Toronto Metros-Croatia, con cui vince il torneo siglando 18 reti in 25 incontri disputati. Due esperienze in Portogallo (Beira-Mar e União de Tomar) e altre tre in America (Las Vegas Quicksilver, New Jersey Americans e Buffalo Stallions) concludono la straordinaria carriera della Pantera Negra, che si ritira nel 1979.

statua di Estádio

La statua di Eusèbio all’esterno dell’Estádio da Luz di Lisbona

Negli anni seguenti continua a ricoprire ruoli puramente rappresentativi all’interno dell’ambiente calcistico portoghese. Muore nel 2014 a 71 anni in seguito ad un attacco cardiaco, lasciando in eredità la storia di un fenomeno che dai campi sterrati africani si è saputo imporre sui palcoscenici più importanti del mondo. Nel luglio 2015 le sue spoglie sono state tumulate nel Pantheon Nazionale di Lisbona accanto a quelle di personalità come Sophia de Mello Breyner Andresen e Amália Rodrigues. Nell’Olimpo dei portoghesi più grandi, come merita.

Luigi Bove

Autore: Luigi Bove

Amante della scrittura, dell’arte, del calcio e della vita. Filosofo mancato, sportivo mancato, studioso..mai stato. Mi piace scoprire i vari aspetti del mondo, restando sempre legato alla mia città, Caserta.

Eusébio, la Pantera Nera del calcio portoghese ultima modifica: 2019-01-10T05:03:18+00:00 da Luigi Bove

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