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CULTURA STORIE

Cinque romanzi ambientati a Lisbona

Pessoa - Largo de São Carlos

Sarà per la sua luce « svafillante », l’azzurro del suo cielo e del suo fiume, il fascino dei suoi antichi quartieri o la sua storia millenaria, Lisbona è una città-musa, che da sempre ispira artisti e scrittori di ogni genere e provenienza. Abbiamo selezionato cinque romanzi in cui la capitale portoghese, ben lungi da fare da mero sfondo alle vicende dei personaggi, assurge al ruolo di vera protagonista del libro. Cinque suggestive storie che consigliamo di leggere a chi si prepara a visitare la città per la prima volta, ma anche a chi già ci vive, per ritrovarne bellezze e malinconie.

1 Antonio Tabucchi, “Sostiene Pereira”

Antonio Tabucchi, pisano, era considerato il maggior conoscitore e traduttore italiano dell’opera di Fernando Pessoa. Grande appassionato del Portogallo, è stato docente di lingua e letteratura portoghese all’Università di Siena. È scomparso nel marzo 2012 a Lisbona, nella città che tanto amava e in cui viveva scrivendo per sei mesi all’anno.

Tabucchi Sostiene Pereira

Copertina del romanzo “Sostiene Pereira”

Sostiene Pereira, se non il suo capolavoro, è sicuramente il suo romanzo più celebre; pubblicato per la prima volta nel 1994, è ambientato a Lisbona nel 1938, in piena dittatura salazarista, e racconta il “moto di coscienza” del giornalista Pereira, un vedovo mite e un po’ pigro che vive le sue giornate in una crepuscolare malinconia. L’incontro col giovane scrittore Francesco Monteiro Rossi, un militante antifascista di origini italiane, lo sveglierà dal suo torpore e lo aiuterà a prendere consapevolezza della realtà del regime in cui vive. Tabucchi illustra il quadro storico della dittatura dell’Estado Novo, in una Lisbona umiliata dal potere ma sempre ammantata di fascino, in cui aleggia onnipresente una struggente saudade.

2 Pascal Mercier, “Treno di notte per Lisbona”

Un sofferto travaglio (e risveglio) interiore è al centro anche di Treno di notte per Lisbona, scritto dal filosofo svizzero Peter Bieri con lo pseudonimo di Pascal Mercier. Raimond Gregorius, un rispettabile professore di Berna, decide di punto in bianco di abbandonare il suo lavoro e tutta la sua vita e di partire nottetempo in treno per la capitale portoghese.

Mercier Treno Di Notte Per Lisbona 2

Copertina del romanzo “Treno di notte per Lisbona”

Questo, dopo l’incontro con una enigmatica donna portoghese e il ritrovamento in libreria di un testo biografico portoghese altrettanto misterioso. Due eventi “conturbanti” che apriranno un varco nella composta rigidità dell’uomo, portandolo a Lisbona sulle tracce della donna e del protagonista del libro. Un viaggio che lo condurrà a rivivere la travagliata storia portoghese del secolo scorso e, contemporaneamente, a scoprire lati di sé che non credeva di possedere.

3 Romana Petri, “Ovunque io sia”

Petri Ovunque Io Sia

Copertina del romanzo “Ovunque io sia”

Romana Petri è il nome d’arte di Romana Pezzetta, scrittrice e traduttrice romana che come fece Tabucchi divide la sua esistenza tra l’Italia e il Portogallo. Lisbona, sua città d’adozione, fa da cornice a Ovunque io sia, romanzo “generazionale” che segue la vita nella capitale lusitana di tre donne – Margarida, Ofelia e Maria Do Céu – lungo settant’anni di storia portoghese, dalla dittatura alla Rivoluzione dei Garofani del 1974. Un libro che è anche il ritratto corale di un popolo e di un Paese mortificato dal regime ma che ha voglia di rinascere e riscattarsi.

4 José Saramago, “L’anno della morte di Ricardo Reis”

José Saramago, premio Nobel per la letteratura nel 1998, è stato e continua ad essere uno degli autori portoghesi più celebri di sempre. Anche se nacque a Azinhaga, nella vicina regione di Santarém, Lisbona resta di fatto la sua vera città: lo scrittore infatti vi si trasferì con la famiglia quando non aveva ancora compiuto due anni. La capitale portoghese è protagonista sin dalle prime righe de L’anno della morte di Ricardo Reis, romanzo ambientato nel 1936, anno cruciale per l’Europa in cui si affermano vari nazionalismi autoritari.

Saramago L'anno della morte di Ricardo Reis

Copertina del romanzo “L’anno della morte di Ricardo Reis”

Ricardo Reis, come è noto, è uno dei tanti eteronimi di Fernando Pessoa, un alter ego tanto ben definito da meritarsi addirittura una biografia. Saramago “ricostruisce” e prosegue le vicende del personaggio facendolo tornare nella “sua” Lisbona dopo 16 anni di volontario “esilio politico” in Brasile. Secondo quanto raccontato da Pessoa, infatti, Reis, monarchico convinto, aveva lasciato il Portogallo nel 1919 in segno di protesta contro la giovane Repubblica. In una città profondamente cambiata, dove solo una nostalgica bellezza rimane invariata, Reis testimonierà l’ascesa del fascismo e il tramonto di un’epoca intessendo un rapporto metaletterario col suo stesso “creatore”.

5 Alessio Romano, “D’amore e baccalà”

In chiusura, il libro di una “giovane promessa”. Alessio Romano, classe ’78, ha debuttato nel 2006 col giallo Paradise for all; in seguito ha pubbllicato Solo sigari quando è festa (2015) ed ha curato l’antologia Gli stonati. Manifesto letterario per la legalizzazione della cannabis (2017).

Romano D'amore e Baccalà

Copertina del romanzo “D’amore e Baccalà”

L’anno scorso è tornato in libreria con D’amore e baccalà, romanzo dai toni onirici in cui il protagonista – un giovane scrittore italiano, chiaro alter ego dell’autore – si stabilisce a Lisbona innamorandosi perdutamente della città, della sua gastronomia… E di una cameriera dal nome piuttosto letterario di Beatriz. Un’inaspettata caduta dal tram 28 farà prendere alla storia una piega diversa: in un misto di sogno e realtà, l’uomo incrocerà sul suo cammino alcune tra le personalità più rappresentative della storia e della fiction della capitale portoghese, come gli scrittori Fernando Pessoa e Antonio Tabucchi, la regina del fado Amália Rodrigues e Ilsa Lund, il personaggio interpretato da Ingrid Bergman in Casablanca…

Cinque romanzi ambientati a Lisbona ultima modifica: 2019-03-29T06:31:22+00:00 da Marco Sabatino
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