LUOGHI DI RITROVO PASSEGGIANDO SPAZI VERDI

Lisbona verde: alla scoperta dei parchi di Alvalade

Parco Alvalade - vista

Il quartiere Alvalade a Lisbona, ricco di servizi, poli culturali e attività commerciali, rimane uno spazio urbano dal pieno sapore portoghese. Appena fuori dal centro, viene di solito sfiorato ma raramente visitato dai turisti che affollano la città. Anche i suoi parchi e giardini, vere oasi verdi nel mezzo di vie affollate, non sono molto noti al grande pubblico, ma meritano di essere scoperti. Tra questi si distinguono, per grandezza e interesse, il Parque José Gomes Ferreira e il Jardim do Campo Grande.

La “Mata de Alvalade”, più foresta che giardino

Parco Jose Gomes Ferreira - vista

La “Mata de Alvalade”. Foto: olhares.sapo.pt

il Parco José Gomes Ferreira, intitolato all’omonimo poeta di Oporto, vanta un’estensione di 11 ettari: un triangolo verde in piena città all’incrocio tra l’Avenida Almirante Gago Coutinho e l’Avenida do Brasil.  La sua caratteristica principale  è la natura selvaggia della vegetazione, tanto da essere comunemente chiamato “mata” (foresta, bosco). È composto infatti da una zona densamente alberata, com molta vegetazione nativa che funge da rifugio per varie specie di  uccelli. Non mancano comunque le zone attrezzate con un’area pic-nic dotata di tavoli e barbecue, un percorso sportivo con attrezzi ginnici e sentieri pedonali sterrati per chi ama passeggiare, oltre naturalmente ad un parco giochi per bambini.

Mata de Alvalade - Zona Relax Chiosco

Zona relax del chiosco nella “Mata de Alvalade”

Di fronte ai giochi, è possibile rifocillarsi alla Esplanada da Mata, un chiosco bene ombreggiato con tavolini, “panchine” ricavate da tronchi d’albero e molti cuscini per terra, dallo stile ecologico. L’esplanada è aperta generalmente da mezzogiorno alle 18 e propone ai clienti una cucina sana e leggera accompagnata da una grande varietà di succhi di frutta e centrifughe. Su richiesta, organizza feste proponendo menù vari. Da segnalare infine che la mata è circondata da una pista ciclabile molto estesa, che porta da Alvalade ai quartieri di Olivais e Chelas.

Campo Grande: un omaggio alla democrazia

Il Giardino di Campo Grande è il più “lungo” della capitale, toccando da un lato lo stadio dello Sporting e dall’altro la rotonda di Entrecampos, per un’estensione di 13,38 ettari. Come molti punti della città, questo parco urbano fino a pochi anni fa si presentava decadente, malfrequentato e insicuro. Grazie alla riqualificazione di cui ha goduto rappresenta adesso un luogo ideale per famiglie, sportivi e giovani studenti che lo popolano a tutte le ore. Sorto nel XVI secolo e rimodellato nel 1945 dall’architetto Keil do Amaral, negli anni Settanta è stato teatro di incontri e conversazioni tra poeti, artisti e pensatori politici portoghesi.

Giardino Mario Soares - vista

Giovani al Giardino

Il 25 aprile 2018, nel giorno in cui si commemora la caduta nel 1974 del regime dell’Estado Novo, il giardino è stato intitolato al politico Mário Soares, scomparso nel 2017. Uomo simbolo della democrazia portoghese ed europeista convinto, Soares partecipò alla resistenza durante la dittatura, in qualità di fondatore e primo leader del Partito Soialista; dopo la Rivoluzione fu due volte primo ministro e due volte Presidente della Repubblica. Il giardino è dotato di lunghi viali con alberi molto antichi, una pista ciclabile, un parco giochi per bambini e un parco recintato per cani.

Giardino Mario Soares - Laghetto

Il laghetto del Giardino Mário Soares a Campo Grande

Ospita inoltre il club sportivo di paddle (in portoghese padel), dove è possibile usufruire gratuitamente di un campo con racchette, e vari tavoli da ping pong. Ma la perla di questo parco è di certo il suo laghetto, con tanto di barche a remi che si possono affittare per pochi euro per la gioia di grandi e piccoli navigatori. Insomma, il luogo perfetto per sentirsi “altrove”, nel bel mezzo delle arterie più trafficate della città!

Jenny Campagnolo

Autore: Jenny Campagnolo

Sono una donna del sud. Nata in Sicilia nel 1979, mi sono laureata in Scienze della Comunicazione all’università La Sapienza di Roma e, dopo un anno a Maputo, sono arrivata a Lisbona nel 2006. Da allora, ho vissuto a Ragusa, con intervalli portoghesi, e da qualche mese sono tornata a Lisbona con un’allegra e rumorosa combriccola bilingue, composta da marito, tre figli e una cagnolina.

Lisbona verde: alla scoperta dei parchi di Alvalade ultima modifica: 2019-03-14T07:52:49-04:00 da Jenny Campagnolo

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