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EDIFICI STORICI MONUMENTI

Un capolavoro in stile manuelino per celebrare Vasco da Gama

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Tra le attrazioni turistiche che ogni giorno attirano migliaia di visitatori nel quartiere di Belém a Lisbona, un posto di rilievo spetta sicuramente all’imponente Monastero dei Gerolamini (in portoghese Mosteiro dos Jerónimos), legato come suggerisce il nome all’Ordine di San Gerolamo. Realizzato nello stesso stile della famosa torre che si trova lì vicino, fu il tributo del Re Manuele I per il trionfale ritorno di Vasco da Gama dall’India. La leggenda racconta infatti che il Re volle che l’edificio venisse costruito dove precedentemente esisteva una chiesetta, Ermida do Restelo, nella quale il navigatore trascorse in preghiera la notte prima della partenza per la presunta rotta per le Indie. Il forte legame del Monastero con l’esploratore è testimoniato anche dalla presenza della sua tomba all’interno.

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Vista do Mosteiro e Praia de Belém (1657), Filipe Lobo, Museu Nacional de Arte Antiga, Lisboa

Un cantiere durato quasi un secolo

Il primo progetto per il Monastero fu realizzato dall’architetto Diogo Boitaca, che lavorò al cantiere per quattordici anni, dal 1502 al 1516. Egli diede all’opera un indirizzo tardogotico, e riuscì ad ultimare la chiesa, il chiostro e la sacrestia. Dal 1517 fu Juan de Castillo a prendere le redini dell’impresa, aggiungendo elementi rinascimentali. Questo eclettismo architettonico in Portogallo è tipico dello stile manuelino. Sotto la direzione dell’architetto di origine spagnole si riuscì a coprire la volta della chiesa e ultimare il secondo piano del chiostro. Alla morte del Re il cantiere rimase fermo per parecchi anni. A riprendere i lavori fu un altro architetto spagnolo, Diego de Torralva, che nel 1544 apportò forti modifiche alle ali nord e sud del chiostro superiore. Ma sarà Jerónimo de Ruão a concludere i lavori, occupando la carica di mestre-de-obras del Monastero dal 1563 fino alla data della sua morte nel 1601.

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Il chiostro del monastero dos Jerónimos

Una grande varietà di stili

Uno degli accessi al Monastero è quello del portale meridionale, progettato da Juan de Castillo in stile tardogotico. È diviso in due parti. In quella inferiore sono mirabili alcuni bassorilievi che raccontano episodi della vita di san Girolamo. La parte superiore presenta un finestrone sovrastato da un arco a tutto sesto. Lungo tutto il portale sono presenti nicchie contenenti statue di santi. Il portale occidentale, invece, fu progettato da Boitaca e introduce alla chiesa, composta da tre grandi navate che prendono luce dalle vetrate, in gran parte colorate.

Tombe

Le tombe di re Manuele I e sua moglie Maria

Molto importante è la Cappella Maggiore, che ospita le tombe dei re Manuele I e Giovanni III e delle loro mogli, Maria e Caterina. Fu realizzata da Diego Torralva in stile rinascimentale e comprende un prezioso tabernacolo del XVIII secolo. All’interno della chiesa, in un altro punto, è posta anche la tomba di Re Sebastiano I. Il chiostro che, come detto, vide il lavoro di ben tre architetti, è accessibile dalla navata nord del tempio.

Interno

L’interno della chiesa

Una visita imprescindibile

Un’opera quindi che vede legarsi vari stili architettonici, imponendosi proprio per questo come caposaldo dell’architettura manuelina. E che soprattutto rimane un grande simbolo di Lisbona, se non dell’intero Paese: dal 1983 Il Monastero è classificato come Patrimonio Mondiale dell’UNESCO e nel 2007 è stato eletto come una delle Sette Meraviglie del Portogallo. All’interno dell’edificio sono presenti anche i feretri del poeta Luís de Camões e dello scrittore Fernando Pessoa. Due figure universali che, se possibile, conferiscono ulteriore valore a questo vero e proprio monumento all’eccellenza portoghese.

Un capolavoro in stile manuelino per celebrare Vasco da Gama ultima modifica: 2018-11-29T05:24:45+00:00 da Luigi Bove
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